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palestra
di sbonzix
[CAPITOLO 1]
dove si narra di come il list-owner venne a conoscenza dell'esistenza del ching e ne rimase oltremodo turbato

Era la prima ora di educazione fisica del primo anno di liceo scientifico (1981).
Si faceva ginnastica sempre insieme ad un'altra classe: a noi della prima C quell'anno era toccata la prima A.
Il "professore" era un certo Eritale: il concetto di "educazione fisica" non si sposava felicemente con la sua figura. Era lievemente fascio (non si poteva pronunciare la parola "rosso" in sua presenza), ed era sempre in giacca e cravatta durante la lezione. Ma ancora non sapevamo nulla di lui: era la primissima volta che lo incontravamo.
Né sapevamo alcunché dei membri dell'altra classe. Si sapeva solo che la sezione A era quella "sperimentale": facevano delle ore di biologia sin dal primo anno (strano a dirsi, la biologia "precoce" era _sperimentale_ al *liceo scientifico*). Era l'unica sezione alla quale si accedeva su richiesta.
Insomma, già suonava abbastanza sfigata.

Eritale ci fece mettere in riga e cominciò a passarci in rassegna, un po' come si vede nei film dei marines (sissignore signorsì signore!).
Noi, timidi per ragioni anagrafiche (14 anni) e per mancanza di confidenza con gli altri, guardavamo fisso in avanti. E tacevamo.

Improvvisamente le pareti della palestra vibrarono: Eritale urlava. Urlava contro qualcuno. Qualcuno di noi? No, qualcuno della prima A.
"E come cazzo sei conciato?" - non disse proprio così, ma il succo era quello.
Ci girammo tutti a guardare. Eritale stava insultando un povero ragazzo vestito (per la lezione di educazione fisica) nel seguente modo:
- camicia a maniche lunghe (non ricordo il colore, ma potrei scommettere che era verde-menta);
- pantaloni della tuta blu scuro in poli-qualcosa, con la cerniera sulla caviglia, come usava una volta, aderenti, pizzicosi e stracarichi di elettricità statica: tutti ne abbiamo avuti un paio;
- calzini (neanche calzettoni da basket: proprio calzini)
- niente scarpe.
Ora, io provenivo da anni scuole primarie ed inferiori nelle quali l'educazione fisica non è che godesse proprio di enorme considerazione: il mio maestro delle elementari (Pompermaier, oh yeah!) non riusciva a concepire alcuna attività fisica al di fuori della palla-avvelenata-maschi-contro-femmine. Il prof di ginnastica delle medie si chiamava Nulli e cercava di tener fede al suo cognome in tutto quello che faceva.
Però anni di basket e robe del genere mi avevano definitivamente convinto che le scarpe da ginnastica in palestra non potevano essere considerate un optional e che i vestiti usati in palestra era meglio toglierseli prima di rientrare in classe.
Avevo però nostalgia dei bei tempi passati delle elementari, quando a chi dimenticava le scarpe da ginnastica o qualche altra attrezzatura il maestro diceva semplicemente: "Bravo/a. Fai senza." (alle elementari le girls non potevano essere "indisposte" - a parte casi di rara precocità - e quindi non potevano ricorrere alla classica scusa del ciclo per non fare ginnastica).

Insomma, capii subito di trovarmi in presenza di un Essere al di fuori dal tempo, da quel tipo di tempo che noi pecoroni avevamo imparato a considerare lineare e uni-verso. Un Essere che era arrivato alle superiori senza essersi reso conto di essere cresciuto e che attorno a lui le cose e le persone erano cresciute. Un Essere che avrebbe anche potuto spogliarsi lì davanti a tutti e mettersi a cagare in mezzo alla palestra. Oppure mettersi a bere un bicchiere di Rosso Antico. Un Essere multi-temporale, già vecchio per molti aspetti, infante per altri.

Era il ching, lo seppi subito.

HLO

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